Grace ha un unico desiderio: avere una vita tutta sua. Ha con sé solo un borsone quando prende il primo treno per il Maine, sfuggendo a una vita che non le appartiene: una famiglia opprimente, un matrimonio imposto, un’esistenza privilegiata che detesta con tutta se stessa. Ethan, invece, non ha più nulla da perdere: tradito nel profondo, vuole solo ricominciare da zero. Prima però deve onorare l’accordo fatto con un uomo con cui è meglio non avere nulla in sospeso. E così accetta l’ultimo caso. Un caso come un altro, si dice… ma non questa volta. Perché questa volta il suo incarico è riportare a casa la figlia di una delle famiglie più influenti dell’immobiliare californiano. Il suo incarico si chiama Grace Stevens. E, come in una favola, la sera in cui Grace incontra Ethan, a Portland, tutto è perfetto. Dopo una vita a sentirsi sbagliata… arriva lui, che la vede per davvero. Nei suoi occhi c’è un baluginio in cui Grace si riconosce, il tormento di chi è salito sul ring e non ne è uscito vincitore. Nasce tra i due una connessione fatta di silenzi e di sguardi, ferite scoperte e piccole gru di carta che si accumulano, come i desideri. Come i segreti. Ma i segreti possono ferire, i desideri possono infrangersi. E forse, dopotutto, ci sono passati che non possono essere riscritti, futuri che non possono essere cambiati e vite che sono destinate a non incontrarsi mai. Di certo, ce ne sono alcune per cui vale la pena combattere, fosse anche necessario realizzare mille gru di carta.