I semi proibiti

I semi proibiti
L'odissea degli OGM e delle TEA in Italia, tra campi, laboratori e tribunali

Perché un uomo si ostina a sfidare lo Stato, seminando ogni volta mais OGM solo per farsi distruggere il raccolto dalla Guardia forestale? E quale ostinazione porta un manipolo di scienziati a tentare di convincere per decenni i politici di ogni schieramento che la salvezza dell’agricoltura è nella genetica? Di contro, cosa spinge gruppi diversi di attivisti a combattere ferocemente quelle sperimentazioni, arrivando a devastare campi e laboratori? Più in generale: perché in Italia abbiamo da sempre il terrore di intervenire sul patrimonio genetico di una pianta?
In fin dei conti, è quasi la stessa tecnologia che ha fatto fare grandi balzi alla medicina. Ma il cibo no, quello non volevamo ingegnerizzarlo. È una questione di salute, di economia, di giustizia o di identità?

Giulia Corsini si è avvicinata a questa intricata storia conoscendo Giorgio Fidenato, l’agricoltore friulano che ha trasformato il proprio campo di mais transgenico in un banco di prova giuridico, sfidando lo Stato italiano e poi anche l’Unione Europea a ogni semina, di processo in processo. Ma Corsini ha presto capito che quella era solo la porta d’accesso a una storia più grande.

In fin dei conti, la vicenda degli OGM in Italia è un prisma che racconta molto del nostro Paese: testimonia la fragile libertà della ricerca, cartografa i sottili equilibri tra scienza, politica, economia e magistratura, ragiona sulle paure che accompagnano ogni possibile intervento su ciò che consideriamo naturale. I semi proibiti è la cronaca appassionante di una storia lunga più di trent’anni, e che proprio adesso sta avendo una svolta inattesa: archiviati forse per sempre i vecchi OGM, le nuove tecniche di modifica genomica, battezzate TEA, a giugno 2026 hanno ottenuto il loro regolamento di utilizzo europeo. Ci spingeremo sulle soglie di questo futuro misterioso ma elettrizzante, o torneremo a rifugiarci nella nostalgia di un passato idealizzato fatto di contadini pazienti e natura incontaminata?

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