«È impossibile smettere di leggere Il birraio di Tutankhamon. Ti trascina col suo ritmo serrato e la vivacità con cui fa rivivere le civiltà perdute.» – Kirkus
Siamo rimasti tutti un po’ sconvolti scoprendo che le statue greche non erano affatto bianche come il marmo, ma dipinte di colori accesi. La nostra idea di passato si fossilizza infatti nelle teche polverose dei musei, con statue senza naso, senza braccia e soprattutto senza vita. L’archeologia classica, forse, è troppo ossessionata dai reperti e dalla loro conservazione per riuscire a immaginare i suoni, i colori, i profumi che si sentivano millenni fa per le strade del Cairo o di Roma, di Babilonia o Tenochtitlán, la capitale azteca. Ma esistono persone, invece, che proprio a quello mirano: vogliono riportare in vita il passato.
Sam Kean ci guida in un viaggio straordinario, sfruttando l’esperienza di archeologi spericolati che, in giro per il mondo, sperimentano sul campo ciò che sappiamo degli antichi: c’è chi solca i mari su repliche perfette di navi vichinghe o canoe polinesiane, chi riproduce a colpi di sasso gli attrezzi preistorici e chi si scervella su come costruire oggi una piramide per ricostruire le sconosciute tecniche edili egizie – per non parlare di chi si improvvisa imbalsamatore di nuove, temibili mummie.
In questo saggio avvincente che per una volta si legge davvero come un romanzo, Kean si mette in gioco insieme agli archeologi sperimentali, e da par suo conduce un altro esperimento. Per ogni capitolo sceglie infatti una storia da raccontare, e basandosi sui reperti e gli studi ci fa rivivere: un giorno nella vita di una cacciatrice preistorica in Sudamerica; la lotta di una giovane Antigone neolitica per seppellire il fratello nella città labirintica di Çatalhöyük, in Anatolia; la disperata fuga di una schiava greca dalla distruzione di Pompei; la disavventura di un birraio egizio che vuole intrufolarsi nella tomba del faraone per rubare i suoi tesori…
Il birraio di Tutankhamon è la clamorosa dimostrazione pratica di come si possa davvero viaggiare nel tempo: basta moltissimo studio, molta fantasia e un pizzico di divertita follia.