“Il terrorismo più grave della nostra
storia è proprio quello che non abbiamo
mai chiamato “terrorismo”.
Dai dirottamenti aerei che hanno colpito gli Stati Uniti l’11 settembre 2001 alla serie di attacchi compiuti da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023, fino alle stragi che accompagnano i conflitti attualmente in corso in vari teatri mondiali, negli ultimi venticinque anni il termine “terrorismo” è diventato una presenza costante nella narrazione pubblica: attacchi suicidi, pacchi bomba, assalti a colonne militari, sabotaggi, da quel giorno ogni atto contro il potere costituito è stato etichettato come attacco terroristico.
Ma siamo davvero in grado di comprendere cosa è davvero il terrorismo, chi lo pratica e perché?
È possibile stabilire un criterio oggettivo per distinguere il sabotaggio dall’omicidio politico, la lotta partigiana dalle violenze di massa volte a suscitare terrore?
Eric Gobetti prova a rispondere a queste e ad altre domande, proponendo una definizione del termine libera dallo strabismo propagandistico e dai pregiudizi ideologici, per dare senso a una parola spesso utilizzata per criminalizzare l’avversario politico o militare.
Alla luce di tale definizione, Gobetti ripercorre la storia d’Italia, dall’Unità a oggi, identificando le stagioni di conflitto nelle quali il terrorismo è stato usato come metodo di lotta, contro il nostro paese o da noi stessi contro altri popoli.
Uno sguardo nuovo, non convenzionale, che mostra come, nella nostra storia nazionale, la violenza e il terrore siano la regola e non l’eccezione.