L'insostenibile leggerezza del governo del cambiamento

L'insostenibile leggerezza del governo del cambiamento

Agosto 2019, Papeete Beach di Milano Marittima: abbandonato sulla battigia e ignorato dai bagnanti, un manoscritto attira l’attenzione di un uomo. Il futuro, anonimo curatore di questo libro ancora non lo sa, ma in quelle pagine macchiate di salsedine e mojito sta per trovare il cuore segreto del cavaliere nero della politica italiana. Se infatti a lungo questo feroce Capitano da fumetto ha monopolizzato il discorso collettivo fuori e dentro i social network, tra ospitate da Barbara D’Urso, porti chiusi via tweet, tortellini al ragù, comizi e selfie seriali, a riflettori spenti sfogava tutta un’altra personalità, sensibile e raffinata, che scalpitava per uscire fuori e proclamava: «Chiamatemi Ismaele».

Scopriamo così che la fortunata pagina Facebook L’Interno del Ministro era solo una piccola parte del “diario intimo” di un Ministro colto e tormentato, preda di sensi di colpa e pulsioni di fuga: dal giorno del giuramento alla crisi balneare, tra contratti di governo, crescenti tensioni, citazioni di Wittgenstein e discussioni teologiche con il papa emerito Ratzinger, L’insostenibile leggerezza del governo del cambiamento crea un continuo controcanto paradossale ed esilarante a quest’anno salviniano ormai finito.

Un gioco, forse, che però in maniera dissacrante alza il velo sulle strategie comunicative del vero Matteo Salvini e lo fa apparire personaggio di finzione quasi tanto quanto lo è L’Interno del Ministro con le sue citazioni letterarie, le sue riflessioni filosofiche e i suoi dubbi esistenziali.

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