Baldus

Baldus

Con il Baldus, Teofilo Folengo apre le porte di un universo scatenato, in cui l’epica cavalleresca viene sovvertita e il latino dei dotti inciampa sulle ruvide pietre del volgare.
Fin dall’inizio il viaggio del paladino Baldus si impone come una cavalcata sfrenata tra avventure improbabili e duelli farseschi: castelli e radure incantate lasciano il posto a osterie, zucche cave e inferni grotteschi, mentre pirati, streghe, orchi e diavoli insidiano minacciosi il cammino dell’eroe. Attorno al protagonista si muove una vivace compagnia di briganti sgangherati, trascinata in un mondo capovolto dove la realtà cede il passo alla fantasia e l’ordine tradizionale si dissolve nel comico e nell’eccesso.
Questa continua frizione tra alto e basso trova la sua espressione più compiuta nell’irriverente lingua maccheronica: Folengo annulla le distanze tra cultura dotta e popolare, intrecciandole con straordinaria maestria in un sorprendente effetto parodico. Da qui prende forma il senso più profondo del poema. Capolavoro della poesia rinascimentale, il Baldus – dietro il raffinato divertimento – rivela uno sguardo lucido sul potere, sulla società e sulla religione del suo tempo: vita e letteratura entrano in collisione, svelano i loro limiti e le loro contraddizioni, lasciando alla risata l’unica forma possibile di libertà.