La placida quotidianità del male

La placida quotidianità del male

Nella notte del 7 novembre viene denunciata alla questura di Bologna la scomparsa di una giovane
infermiera dell’ospedale Maggiore, Debora Minosa. Il caso viene affidato all’attraente vicecommissaria Milena Ginulfi che, coadiuvata dal sovrintendente Nicola Catucci, inizia a scandagliare la vita privata della ragazza alla ricerca di una traccia. Ma i colloqui con la famiglia e le indagini preliminari non lasciano intravedere nessuna ombra nella vita di Debora. L’unica increspatura è la sua recente frequentazione con un meccanico della zona, Roberto Grandi, definito “strano, assente, taciturno”, addirittura” violento” secondo qualcuno.
L’inchiesta procede tra un groviglio di voci fumose e prove danneggiate, finché il ritrovamento dell’auto di Debora e l’ambigua testimonianza di una ginecologa dell’ospedale permetteranno all’investigatrice di unire gli ultimi tasselli del puzzle e dare un volto a quell’ombra.
Tra rancori, omissioni e ferite, Francesco Gioia dà vita a un thriller avvincente e allo stesso tempo dotato di una forte carica umana, un romanzo costellato di donne forti, indipendenti e insieme fragili, alle prese con l’inesorabile quotidianità del male. Un male imperturbabile e tremendamente silenzioso.

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