Adesso giochiamo

Arezzo, 1973. Un bambino senza nome diventa testimone di una storia che affonda le sue radici nel lontano 1944, nel passato ipocrita e fascista di un’intera nazione. Ma tutto ha inizio con un anziano settantenne felice all’idea che una prostituta gli si conceda gratis. Il giorno dopo, al momento del ritrovamento del cadavere del vecchio Alderigo Cartocci, viene recapitato un telegramma, epigrafe sepolcrale di un apparente regolamento dei conti: “Adesso giochiamo”.

In una sola frase, la storia di un Paese che annaspa nel sangue degli innocenti e nelle menzogne dei colpevoli.

Tra vecchi diari, gioielli rubati e una sequenza di omicidi, il carabiniere Paolo Magnolfi deve riportare alla luce i segreti e le vergogne che macchiarono gli ultimi anni di una guerra tragica e feroce come poche altre. Alla ricerca di una verità scomoda con cui ancora oggi fatichiamo a fare i conti: di cosa è capace un uomo quando perde la propria umanità? Che cosa accade quando la diversità fa più rumore dei bombardamenti e più paura della solitudine?